Sogni premonitori

Dal punto di vista psicologico, l'argomento dei sogni premonitori è ancora dibattuto e controverso, lontano dal trovare un'interpretazione unitaria e ampiamente condivisa.

In generale, la comunità scientifica non riconosce virtù profetiche ai sogni. Freud si rifiutò sempre categoricamente di considerare l'argomento degno di attenzione e sulla stessa linea si muovono molti studiosi contemporanei che, al massimo, si spingono a considerare l'influenza delle coincidenze.

Tuttavia, sempre all'interno della comunità scientifica, vi sono eminenti personalità che hanno sostenuto una posizione opposta. Il più noto è Jung, che si interessò in modo approfondito al tema provocando grande dissenso e scalpore con le sue considerazioni e descrizioni di esperienze personali. L'ipotesi da lui sostenuta, in estrema sintesi, è che una parte della psiche sfugga ai riferimenti di spazio e tempo reali e si rifugi in una “realtà intrapsichica” in cui passato, presente e futuro si amalgamano e si rideterminano per effetto di processi fino ad oggi sconosciuti. Jung si spinge a sostenere che sia legittimo affermare che tra il materiale del sogno si possano trovare “anche combinazioni di eventi futuri”.

L'ultima interpretazione

Oniromante: Morpheus

Cara sabrina,

l'immagine dell'assassino che uccide nei sogni rimanda agli aspetti istintivi presenti nel nostro inconscio che più ci spaventano, che maggiormente rinneghiamo ma che inesorabilmente ci rincorrono.

Spesso sono legati...

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